– 8,2 miliardi sulle valute. +7,8 miliardi sull'oro. –0,5 miliardi al finale. Dietro questi numeri apparentemente tecnici si nasconde una realtà eminentemente politica: una banca centrale che tenta di mascherare un'erosione strutturale come una semplice fluttuazione congiunturale.
Una retorica per banalizzare l'anormale
Nel suo comunicato stampa, la Banca nazionale svizzera (BNS) insiste sul fatto che i suoi risultati «dipendono dai mercati» e che «forti fluttuazioni sono la regola». Questa semantica mira a diluire la responsabilità dell'istituzione in un'astrazione: il «Mercato». Come se queste perdite fossero dovute a un fenomeno meteorologico, fuori da ogni controllo umano.
Ora, non si tratta di meteo, ma di strategia. Ferdinand Lips, banchiere privato ed esperto dell'oro, ci aveva tuttavia messo in guardia nella sua opera Guerre dell'oro :
« Le banche centrali hanno smesso di essere le custodi della stabilità monetaria per diventare ostaggi dei mercati dei capitali globali. »
Il cuore del problema: la metamorfosi in hedge fund
Da anni la BNS accumula posizioni colossali in valute estere con il pretesto di stabilizzare il franco. Quella che ci viene presentata come una gestione prudente è in realtà la trasformazione del bilancio della nostra banca centrale in un fondo speculativo gigante.
Questa strategia genera:
- Una dipendenza servile alle decisioni della BCE e della Fed.
- Un indebolimento della nostra sovranità La Svizzera non ha più il controllo sulla sua moneta, è trainata dai debiti dei suoi vicini.
L'ora: l'ultimo baluardo della realtà
Senza la rivalutazione dell'oro (+7,8 miliardi) la perdita sarebbe stata stratosferica. Questo è il grande tacito punto della comunicazione ufficiale. Rivela una verità tagliente: ciò che è tangibile (l'oro) compensa ciò che è artificiale (le valute). Lips sottolineava già questa schizofrenia delle istituzioni monetarie:
«L'oro non è solo un metallo; è l'unica moneta che non sia il debito di qualcun altro. Allontanandosene, ci si incatena all'instabilità permanente.»
La spirale della dipendenza
Il modello attuale è una fuga in avanti. Per indebolire il franco e sostenere le esportazioni, la BNS immette liquidità e acquista valute che nessuno vuole.
- Intervento per deprezzare il franco.
- Accumulo di carta moneta straniera.
- Mostra massicce crisi esterne.
- Comunicazione per anestetizzare la vigilanza cittadina.
Non è più politica monetaria; è tossicodipendenza dal dollaro e dall'euro.
Conclusione: La verità dietro i numeri
Questo mezzo miliardo di perdita non è un incidente di percorso, è un sintomo. Quello di un sistema che sacrifica la qualità intrinseca della nostra moneta sull'altare della gestione permanente della crisi.
La BNS instilla una forma di rassegnazione collettiva facendo passare l'anomalia per norma. Ma attenzione: se l'oro ha salvato le apparenze questo trimestre, non potrà mascherare indefinitamente le crepe di un edificio costruito sulla sabbia delle monete fiat. Finché la realtà non sarà nominata — Una fuga in avanti monetaria — le perdite continueranno a erodere il patrimonio degli svizzeri.
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